Monta a la Amazona

                                                                                                                                             

 

ACCORDO AAEE Italia - AIMA

La Associazione Alta Escuela Española Italia scrive una nuova pagina nel mondo dell’equitazione allargando una disciplina che è la Monta a la Amazona alla costituita associazione denominata AIMA che persegue i nostri stessi obiettivi.

All’AIMA viene demandato il compito di diffondere la passione e la disciplina della monta a la Amazona, sicuro che questo potrà trovare consensi tra i molti affezionati già nostri soci.

Il Presidente dell’AAEE Italia Roberto Bruno e il Presidente di AIMA Eleonora Locatelli confidano nel plauso di tutti quanti hanno finora sostenuto la stesura dell’accordo.

In tutte le fiere in cui sarà presente, AAEE Italia metterà a disposizione uno spazio dove dimostrare e profondere questa disciplina grazie all’apporto della professionalità e della passione di tutte le ragazze dell’AIMA che potranno partecipare ai concorsi di Alta Scuola Spagnola  secondo il Regolamento  FISE di nuova approvazione organizzati dalla AAEE.

 

                          Il Presidente AAEE Italia                                                                                                             Il Presidente AIMA

                               Roberto Bruno                                                                                                                         Eleonora Locatelli

 

Attualmente le Amazzoni associate sono 45.


 

La monta all’amazzone non è più necessaria per le donne, ma attira ancora qualche appassionata che vuole immergersi di tanto in tanto nella tradizione.
In passato le signore, non potendo indossare i pantaloni, erano tenute a montare all’amazzone. Con le loro ampie gonne, non potevano certo sedersi in sella a cavalcioni! Ai tempi in cui il cavallo era l’unico mezzo di locomozione, vennero creati diversi tipi di selle speciali per consentire alle donne di cavalcare senza cadere. Nel XIV secolo, le cavallerizze usavano una sella dal seggio largo e ben imbottito, ma erano costrette a restare sedute perpendicolarmente al cavallo, con entrambi i piedi posati su un poggiapiedi. In seguito si aggiunse un pomo, simile al corno delle selle western, per consentire loro di voltarsi nella direzione di marcia appoggiandovi una gamba. Nel XVI secolo si aggiunse un secondo sostegno per stabilizzare l’altro ginocchio, ma l’equilibrio restava precario. Fu necessario attendere il 1830 e la moderna sella da amazzone perché l’equitazione femminile si sviluppasse davvero. La gamba destra riposa su un sostegno fisso; un secondo sostegno, mobile, si incurva al di sopra della coscia sinistra. Gli appositi sostegni per le due gambe stabilizzavano a sufficienza la posizione perché la cavallerizza si sentisse a suo agio a tutte le andature e persino nel salto. Da allora in poi, anche le signore si dedicarono con entusiasmo all’equitazione, che fino a quel momento era stata riservata agli uomini.

In questa disciplina la gonna lunga è di rigore e le manifestazioni che si organizzano sono caratterizzate dall’eleganza dell’abbigliamento: in questo modo, si può coniugare il gusto per i bei vestiti e la passione per il cavallo. Montando all’amazzone, si può praticare ogni movimento: il lavoro in piano, il salto, concorsi ippici o di dressage.
Qualsiasi cavallo o pony può adattarsi alla monta all’amazzone, se viene abituato alle sensazioni particolari di questa disciplina. Dato che l’amazzone non può agire con la gamba destra, il cavallo deve imparare a muoversi in avanti e a spostare le anche seguendo direzioni diverse. Quindi i cavalli preferibili sono quelli grintosi e pieni di sprint, che presentano un impulso naturale.
Il materiale necessario è costituito da:
La sella da amazzone che è indispensabile con i suoi sostegni. Infatti non si deve tentare di praticare questo tipo di monta con una sella comune, perché i rischi di cadere sono altissimi.
Si può utilizzare un normale filetto, ma le redini devono essere lunghe, perché in questo tipo di monta le mani sono più arretrate di quelle di un cavaliere seduto a cavalcioni.
Dato che l’amazzone non dispone di mezzi per agire sul lato destro, indica i cambiamenti di direzione o di andatura al cavallo servendosi di un lungo frustino, che sostituisce l’azione della gamba destra.
Anche se questo tipo di equitazione è inconsueto, non comporta particolari difficoltà e possono praticarlo sia le ragazze che i ragazzi. Purtroppo, non è facile trovare centri equestri specializzati. Ci sono pochissimi istruttori che hanno la formazione specifica per insegnare questa disciplina. Esistono comunque alcune associazioni di irriducibili appassionati.

(Testo tratto da: www.equitando.com)

 

        

 

Per avere maggiori informazioni vi potete rivolgere a:

Roberto Bruno - roberto.bruno@aaee.it

Maria Baleri - info@mariabaleri.com

Per AIMA: amazzoni.aima@libero.it

 

  

Eva Cano Galan                                                                      Eva Cano Galan

        

                                                   Eleonora Locatelli, Presidente AIMA                  Federica Brolis, Vice-Presidente AIMA

     

                                       Silvia Villa                                             Amalia  Gnecchi Ruscone                                   Valentina Saggia